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| foto di Carlo Prozzo |
Un’invettiva ontologica sull’abisso della colpa e il fallimento del dogma
"Prova dell'Acqua" non è soltanto una messa in scena, ma una sferzante riflessione sulla rigidità del giudizio umano e sulla natura liquida della verità. L'opera si configura come un corpo a corpo tra la fluidità della vita e l'algoritmo stagnante del potere, dove le certezze inquisitorie si sfaldano come "ectoplasma di corda" tra le dita.
"La verità? Galleggia come una piuma sul fondo del lago come un sasso sul pelo dell'acqua".
L’illusione del controllo: "Funi che si sciolgono come gelatina calda... un trucco da fiera, un riflesso nervoso".
La critica al dogma: "Il vostro algoritmo è fallato... una logica da macello che infetta prima chi la sparge".
La lealtà biologica: Un cane che nuota senza istruzioni contro uomini di guerra "programmati male".
L'invito finale: "Portatevi a casa quest'immagine... Ora giratevi verso il dirupo".
Credits
Idea di Giovanni Perfetto
Testo di Luigi Furno da un soggetto di Giovanni Perfetto
Regia di Luigi Furno
Con Ursula Iannone
Scenografia di Giovanni Perfetto
Sonorizzazione live di Luigi Furno
Testo
Funi che si sciolgono come gelatina calda.
Non è stato difficile... un trucco da fiera, un riflesso nervoso.
La verità? Galleggia come una piuma sul fondo del lago come un sasso sul pelo dell’acqua, la verità.
Nodi scivolosi.
Una rete stretta al collo, un dito puntato che induce allo schianto sulle onde spezzate e poi… ectoplasma di corda che si sfalda tra le dita.
Non è stato difficile evadere dal vostro scenario preimpostato.
Pensavate davvero che queste corde bastassero?
C’è un punto in quest’acqua profonda in cui il sasso smette di tirare giù e la felce — con le sue acuminate foglioline verdi, taglienti, rarefatte, marcescenti — tiene a galla ogni speranzoso corpo vivo di donna.
Paura… sì, la sento.
Lo sentite?
Un ronzio a bassa frequenza nelle vostre ghiandole surrenali.
Questa "prova" è ridicola: io so nuotare, voi no.
La chiamate "Prova dell’Acqua"?
Io nuoto nei vostri incubi, agenti del dogma, mentre voi restate a riva, paralizzati da una fobia ancestrale per il fluido vitale.
Siete dei codardi che temono l'acqua.
Venite a prendermi qui, allora!
Perché non processate il rogo su questo liquido che tutto tiene e tutto lava?
Accendetelo qui il vostro fuoco, vi sto aspettando!
Adesso. Trasmettete il segnale: fuoco.
Niente.
Vi aspetto nel perimetro del bagnasciuga.
C’è chi bagna e chi asciuga, forse entrambi, forse nessuno… chissà.
Avete paura, vero?
Il mio cane si tufferebbe senza esitazione per proteggere il suo gregge, mentre voi non osate nemmeno bagnarvi le dita.
Il mio cane – pura biologia leale – si tufferebbe nel nero senza consultare il manuale delle istruzioni.
Ma voi?
Voi non riuscite neanche a bagnarvi le estremità: moncherini dissolti nell’acido, nel monossido di diidrogeno.
Siete bloccati in un loop di terrore.
Lui vedrebbe l’altra sponda, un vettore dritto tra la paura e il traguardo, uscendo dall’elemento senza sforzo. Un breve viaggio biomeccanico.
Il mio cane nuoterebbe verso la riva opposta, fiero, tra il timore e la soddisfazione di avercela fatta.
Voi, invece, uomini di guerra, tremate davanti all'acqua stagnante e alle ombre del fiume.
Uomini di guerra, siete programmati male.
Temete il fango, l’acqua, la profondità del server, la vegetazione fitta che scherma i vostri radar.
Temete ciò che è indispensabile: l'acqua che disseta, purifica e guarisce; l'acqua che si fa ghiaccio tagliente o soffice neve.
Avete paura della sostanza base: $H_2O$. Il solvente universale. La cosa che vi disseta, che vi resetta, che può farsi lama di ghiaccio o vapore sospeso.
Venite a montare il vostro giochino di fiamme qui, se ci riuscite!
Guardate quegli uccelli acquatici: modelli di eleganza organica.
Osservate quelle creature che starnazzano: hanno una grazia che non conoscerete mai.
Se smetteste di monitorare me, potreste forse imparare a galleggiare.
Galleggiare come un vascello vagabondo arrivato da ogni confine.
Ma il vostro algoritmo è fallato:
Se affonda: Janara Negativa (morte per default). Sei carne onesta, ma sei carne morta.
Se galleggia: Strega Positiva (sterminio per fuoco). Sei una Janara e la carne deve bruciare.
Una stupidità circolare.
Un bug nel sistema.
Una logica da macello.
Una stupidità che infetta prima chi la sparge.
Dalle acque non riemerge nessuna verità solo mani diafane che segnano una croce nell'abisso della colpa.
Non avete ancora capito che il virus del male consuma prima l'ospite che lo diffonde?
Siete voi le vere vittime.
Avete cancellato dai vostri file le donne, i baci, gli infusi che curano i nervi, la danza, l’incertezza del futuro.
Avete scelto il codice rigido dell’ostinazione.
E l'ostinazione, miei cari inquisitori, è un binario morto che non porta in nessun luogo della galassia.
Portatevi a casa quest’immagine: “vascelli vagabondi arrivati da ogni confine per soddisfare i tuoi desideri, i tuoi desideri”.
Ora giratevi verso il dirupo.

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