MELTEMI // Creta 35°N 24°E - Un'indagine eco-acustica dell'impronta sonora dell'isola di Creta

 



MELTEMI // Creta 35°N 24°E è una deriva acustica attraverso l'isola di Creta, un'esplorazione sonora che traccia il legame viscerale tra archeologia, geografia e materia. Concepita come un manifesto sensoriale e una deriva fenomenologica nel cuore del Mediterraneo meridionale, l'opera di indagine acustica è firmata da .furiaLAB (Luigi Furno).

L’album trasforma la pratica del field recording in un dispositivo d’ascolto critico, svelando come il paesaggio sonoro non sia soltanto un fondale inerte, ma una struttura viva di relazioni ecoacustiche in costante mutamento. Attraverso una rigorosa analisi dell’ambiente sonoro contemporaneo, il lavoro di Luigi Furno intercetta la porosità del presente: la collisione silenziosa tra l'Antropocene e la memoria geomorfologica dell'isola, il punto di contatto in cui l'erosione atmosferica, la pressione marina e l'eco millenaria della presenza umana si fondono in una sola, complessa architettura vibratoria.

Utilizzando una combinazione di microfoni direzionali — per restituire una tridimensionalità stereofonica avvolgente — e di idrofoni per la captazione subacquea, l'album cattura le frequenze invisibili e il respiro profondo del Mediterraneo meridionale.

L'opera si sviluppa come un percorso topografico, una discesa fisica e concettuale articolata in cinque movimenti distinti attraverso l'isola di Creta:

I. ΧΡΟΝΟΣ (Khronos — Tempo)

Palazzo di Cnosso

Il punto di innesco. Il tempo mitologico e storico si dissolve nell’eco del presente. I riverberi delle rovine e il soffio del vento tra le pietre millenarie non documentano il passato, ma ne registrano la persistenza acustica, trasformando il labirinto in una cassa di risonanza per la memoria del territorio.

II. ΑΕΡΑΣ (Aeras — Aria)

Altopiano di Lasithi

L'ascesa verso le alture dell'altopiano. L'aria rada diventa la materia prima attraverso cui si manifesta la forza vettoriale del Meltemi. I microfoni direzionali isolano le risonanze montane e le turbolenze eoliche, mappando la pressione che il vento esercita sul paesaggio e sulla sua architettura rurale.

III. ΕΔΑΦΟΣ (Edafos — Terra)

Limni (Elafonisi)

La discesa verso la materia e la micro-geografia costiera. Nel borgo di Limni il suono si fa denso, tattile, antropico e tellurico. L'analisi ecoacustica cattura la grana del suolo: la frizione dei passi sulla terra arida, la fauna residua e i primi segnali uditivi della battigia che si approssima.

IV. ΑΜΜΟΣ (Ammos — Sabbia)

Paralia Kedrodasos

La soglia tra la vegetazione secolare e la linea di costa. Tra i ginepri di Kedrodasos la trama sonora si scompone in micro-dettagli: il fruscio organico dei rami, la granularità della sabbia percorsa dalla risacca e il ritmo sismico delle onde che modellano il margine dell'isola.

V. ΥΠΟΒΡΥΧΙΟΣ (Hypovrychios — Subacqueo)

Foresta di Palme di Preveli

L'immersione e la dissoluzione finale. Nel punto in cui l'acqua dolce del fiume sfocia nel bacino salmastro, la prospettiva acustica varca la superficie liquida. Gli idrofoni portano alla luce una dimensione idrodinamica invisibile: il gorgoglio profondo delle correnti, la pressione sottomarina e le vibrazioni sommerse del mare Egeo.


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